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Il mio cuore a Parigi

dscf4415.jpgAnna Maria, volontaria SVE in Francia, ci regala una testimonianza della sua esperienza a Parigi.

"Non è facile fermare le emozioni su un foglio, scorrono troppo in fretta, inafferrabili, indescrivibili." Leggi tutto

 

 

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Sto svolgendo il mio SVE in una periferia di Parigi. Sono qui da quasi 3 mesi e tra poco questa meravigliosa esperienza sarà solo un ricordo... uno dei più belli della mia vita. Tre mesi qui passano davvero in fretta ma sono talmente intensi che potrei scriverci un libro! Mi sento come travolta da un turbinio di emozioni, pensieri, immagini e suoni che prima non conoscevo! Non è facile fermare le emozioni su un foglio, scorrono troppo in fretta, inafferrabili, indescrivibili. Quando sono arrivata qui, non conoscevo nessuno, mi guardavo intorno e non vedevo niente di familiare: centinaia di visi sconosciuti, tutti uguali, mi osservavano come fossi un'extraterrestre; voci estranee si sovrapponevano producendo un brusio incomprensibile; i gatti miagolavano in modo strano (tanto che mi sono convinta che gli animali parlano diverse lingue); le vie, tutte così simili tra loro che avevo paura di perdermi; il sole, che non tramonta mai...  alle 22:00 la gente ti dice ancora BUONGIORNO (a questo non mi sono ancora abituata!!! ); e gli autobus... talmente puntuali ddscf4269.jpga far paura!!!!! La prima settimana, ho provato timore di non riuscire ad ambientarmi, ma anche curiosità verso il nuovo mondo che mi circondava e voglia di e ntrare a farne parte. Vivo in un foyer, una specie di collegio universitario, ma abitato da ragazzi tra 18 e 26 anni che cercano lavoro o ne hanno uno poco remunerato. Loro sono stati davvero unici con me! Mi hanno subito coinvolta nelle loro vite, raccontandomi le loro storie e travolta di domande sul mio paese, le mie tradizioni, i miei interessi... sono stati i miei primi nuovi amici, le prime persone su cui ho potuto contare, i primi punti di riferimento. I primi passi verso l'integrazione li ho fatti insieme a loro. Siamo sempre insieme. Dopo il lavoro, nel fine settimana, organizziamo sempre qualcosa di divertente. Siamo come una grande famiglia, di quelle in cui non ti annoi mai!Le cene all'italiana, quelle "internazionali ( dove ognuno prepara un piatto tipico del proprio paese d'origine), le uscite a Parigi, le serate passate a suonare, cantare ( ecc... :P ) sotto la Tour Eiffel, le risate fino a notte fonda... già so che mi mancheranno da morire! E del "lavoro" ... che dire? Un'esperienza irripetibile! Il mio luogo di lavoro è una foresta. "Forêt de Bondy" si chiama. È lì che passo le mie giornate dal lunedì al venerdì, svolgendo attività sportive e culturali con i bambini delle cités: quartieri popolari dove si vive di poco; dove, tra la disperazione e la rabbia negli occhi della gente, i sorrisi dei bambini, le loro voci allegre e i loro sguardi pieni di speranza sono le sole cose che ti spingono a non arrenderti, ad andare avanti e a lottare per fare in modo che quegli sguardi e quei sorrisi non s021.jpgpariscano mai dai loro volti. Quanto mi diverto con loro! Sono SUPER!!! La loro voglia di vivere e la loro gioia sono contagiose... io non so spiegarlo, ma passo otto ore al giorno ridendo ininterrottamente, per qualcosa che fanno, che dicono, che disegnano, che scrivono, che immaginano... o anche senza motivo, solo perché ne ho voglia, solo perché li guardo e sono felice! Adesso che tutto sta per finire, quel mondo così diverso dal mio, così lontano dalle mie abitudini e così sconosciuto al mio arrivo, è diventato casa mia... mi sembra di essere nata e cresciuta con questi amici, in questi  luoghi e tra questa gente... non li dimenticherò mai e sono sicura che in Italia non ci tornerò mai del tutto... Una parte di me resterà qui: il mio cuore!

 

Anna Maria Lanotte

 
 
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