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Niente più parole come "clandestino", "vu cumprà", "nomade" "zingaro". La campagna "Giornalisti contro il razzismo" ha lanciato un vocabolario alternativo e ha lanciato un appello per l'informazione corretta per il popolo rom. Un intervento di Francesca Bellucci tratto dalla newsletter di Circolo Africa. Per ulteriori approfondimanti sul tema, vedi il sito di Giornalisti contro il razzismo.
Dopo mesi di lavori, anche l'Ordine dei Giornalisti (OdG),dopo la Federazione n azionale della Stampa, ha approvato il Protocollo deontologico relativo a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti, denominato "Carta di Roma"; si tratta di un codice etico contro la xenofobia dei media, un passo verso un‟ informazione più vicina all'ideologia immigrazionista, e soprattutto meno sensazionalista e più veritiera, che limiti l‟avversione, l‟odio verso gruppi etnici diversi e non la stimoli. La Carta punta infatti sul "rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati", si invitano fra l'altro i giornalisti a "adottare termini giuridicamente appropriati", a "evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte" e "comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati". Le alternative proposte? "Sans papier", "irregolari" o termini più neutri come: "Persone", "migranti", "lavoratori".
La proposta fu lanciata da Laura Boldrini portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, dopo la cantonata mediatica, non fu che l'ultimo, clamoroso, effetto di un pregiudizio xenofobo, riguardante il tunisino Azouz Marzouk per la "strage di Erba".
I media tradizionali, stampa e Tv, deformano, utilizzando spesso toni iperbolici e esagerati, le notizie creando un pregiudizio nocivo nei confronti dell‟immigrato e dell‟immigrazione.
Dall‟altra parte, tra i giornalisti c‟è chi ha timore che questo codice come altri ("Carta di Treviso")possa limitare la libertà di stampa2. Ma la Carta vuole solamente ribadire principi deontologici già presenti in altre convenzioni internazionali e dalla Costituzione, ad esempio, evitare di basarsi sui pregiudizi, non pubblicare informazioni che possano mettere a rischio la sicurezza dei rifugiati e dei loro familiari, adottare la terminologia corretta evitando, per esempio, di usare a sproposito termini quali 'clandestino' . Possono raccomandazioni di questo genere trasformarsi in un limite alla libertà di stampa? Certo, questi concetti, per lo meno sul piano teorico, dovrebbero già essere condivisi da tutta la categoria ma l‟abitudine agli stereotipi e al continuo spingere la gente verso l‟odio razziale, il continuo tentativo di convincere tutti quanti che solo gli immigrati e gli stranieri violentano, stuprano, uccidono e rapinano è troppo goloso da dimenticare.
Per quanto riguarda eventuali violazioni non è prevista alcuna nuova sanzione. Sarà costituito un "Osservatorio indipendente e non governativo" che, davanti all'individuazione di comportamenti discriminatori, non farà altro che segnalarli agli organi competenti (cioè alla giustizia ordinaria o disciplinare che già oggi dovrebbero attivarsi). La Carta di Roma è un supporto al giornalismo, al buon giornalismo, alla tutela dei migranti ma anche nostra, è un servizio al cittadino-letttore cha ha il diritto di dover esser informati correttamente in modo oggettivo. Siamo noi gli attori critici di questa società e non i media. Se, per esempio, s'intende sostenere che un certo gruppo etnico commette più reati, si citino i dati a sostegno della tesi.
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