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move and danceIl progetto di Scambio Giovanile “Move and Dance” cofinanziato dal Programma Erasmus+ nasce con un intento molto semplice, ed è sbalorditivo come qualcosa di così semplice possa avere ripercussioni così profonde.

Durante questo progetto ho imparato, anzi abbiamo imparato, il reale significato della parola Europa oggi utilizzata in molti contenesti, soprattutto economici e negativi.

Non ho sentito parlare di economia, né di spread e tantomeno dei tartassanti argomenti che giornalmente ci appaiono sulle varie testate giornalistiche prefiggendosi la volontà di inculcarci idee a volte malsane, concetti stereotipati e di natura populista. No! non ho sentito questo, anche se lo ammetto sono partito con dei preconcetti.

Invece, ho sentito parlare di unione, di tradizioni, ho sentito raccontare la storia di altre persone inizialmente differenti, distanti, e poi quasi irriconoscibili da una nostra immagine speculare.

Non ci sono abbastanza parole per descrivere la settimana che ho passato, se non forse il termine “breve”, avrei infatti voluto durasse di più, avrei voluto che una simile esperienza non dovessi andare a cercarla in un progetto, avrei voluto che fosse sempre cosi, avrei voluto che fosse sempre Europa, questa Europa.

Il progetto è molto ben organizzato e strutturato da parte dell’ente francese “Association Tambour Battant”, molto attento alle esigenze di ognuno e soprattutto si è saputo  adattare velocemente agli imprevisti. Non nascondo che è necessario un minimo di spirito di adattamento, ma non credo sia un aspetto negativo anzi la comparsa di un problema crea un forte spirito cooperativo importante per la creazione di rapporti basati su fiducia.

Non starò qui a tediarvi sul programma e le attività svolte, il sito dell’associazione svolge questa funzione esplicitativi molto diligentemente. In definitiva sarebbe ipocrita aggiungere una conclusione, poiché è un’esperienza molto personale che coinvolge sfere sentimentali molto importanti, che crea nuovi percorsi mentali e pone nuove domande se non proprio nuovi obbiettivi. Posso solo aggiungere che è un’esperienza necessaria che tutti dovrebbero fare, almeno una volta nella vita, un’esperienza che, mettendo da parte tutte le paure le diffidenze e gli stereotipi, è essenziale per la partecipazione attiva al palcoscenico europeo, un’esperienza fondamentale per i futuri cittadini del domani, i cittadini che saranno chiamati a scegliere il destino dell’Europa, i cittadini che potranno essere le colonne portanti di questa nuova non utopistica società.

Gigantelli Danilo Franco