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Bandiera poloniaSamuele Campana ci ha inviato un bel racconto delle sue esperienze collezionate durante il progetto SVE in Polonia a Poznan. Ecco cosa ci scrive!

 Ciao a tutti! O meglio, come si dice qui in Polonia, cześć!

Sono Samuele, volontario partito per il mio SVE 5 mesi fa direzione Poznan, Polonia. Scrivo dopo ben 5 mesi, nonostante a (credo) novembre Ilaria e Birgit mi chiesero di scrivere qualcosa sulla mia esperienza. La mail l’ho vista e, come un qualsiasi studente da superiori (ho finito la scuola a Luglio) ho pensato di poterlo fare quando volevo. Intanto il tempo passava, e mi sono ricordato della mail solo a gennaio, non pensando fosse così datata.

In tutto ciò potete capire però anche quante cose si fanno in uno progetto Sve, o almeno nella mia esperienza. L’unico mese quasi per niente occupato è stato il primo, servitoci per ambientarci un po’. La seconda settimana io e Mikel, il mio teammate spagnolo, siamo andati a Varsavia per l’ On-Arrival Training: un’esperienza fighissima dove abbiamo conosciuto un sacco di gente proveniente da tutte parti; Cuba, Turchia, Cipro, Ucraina, Armenia e Georgia per citare qualche Paese. Con alcuni di essi ci siamo anche visti nel corso del progetto, con la speranza di incontrarci anche dopo e visitare qualche nuovo Paese.

I miei teammate, tuttavia, sono 3: Mikel, Saray (Spagna) ed Alexandra (Francia). Il gruppo è unito, siamo tutti un po’ diversi e scherziamo praticamente sempre, nonostante Saray all’inizio parlasse inglese poco quanto niente. Mi ritengo molto fortunato ad essere con loro, perché altri volontari ci hanno raccontato delle stranezze dei loro compagni e che non è tutto rose e fiori (purtroppo può capitare). Anche l’associazione ed i suoi membri sono proprio dei grandi: non ho ancora capito chi è il presidente, ma la gente ci ha accolto subito ed aiutato ad ambientarci. Un merito speciale ad Urszula, suo marito Kacper e Michał con cui abbiamo passato (finalmente) un po’ di tempo insieme, tutti membri dell’associazione, ed a mio parere proprio fantastici.

Il mio progetto penso si basi sulla diffusione dello spirito europeo unendo diverse culture; magari è tutt’altro, sono partito senza badarci troppo, io volevo solo viaggiare. Ragion per cui le attività, all’inizio, erano un po’ pesanti: lezioni di lingua ad adulti ed anziani in inglese ed italiano. Le difficoltà ci sono state e ci sono ancora poiché degli anziani praticamente nessuno mastica inglese, quindi ci siamo adoperati di un traduttore. E quando il traduttore non c’è scatta la gesticolazione all’italiana. Abbiamo provato anche ad ampliare le nostre attività nella scuola superiore dove si trova il nostro ufficio. Considerate che il quartiere in cui vivo, Łazarz, ha la nomina di quartiere degradato e malfamato, ed i ragazzi, nonostante abbiamo provato di tutto (da lezioni in lingua ad origami a lezioni di chitarra, tutto gratuito ovviamente) non se ne sono fregati molto.

Nonostante il quartiere e la via (Ul. Antoniego Małeckiego, ovviamente, quella con la nomina di più malfamata) mi ci trovo bene, ma non fin da subito: il 31 settembre ero a mare a Brindisi con 30° ed il giorno dopo ero a Poznan con 16°  e pioggia, in una stanza abbastanza triste con vista su un palazzo grigio come il cielo da una finestra senza tende. Un mese dopo ho le tende e la stanza è il mio Impero. Vivo in un dormitorio pieno di ucraini e qualche straniero come noi. Ho conosciuto un albanese, un ragazzo sudafricano ed una dello Zimbabwe (piuttosto raro trovare gente di colore in Polonia) e ovviamente conosciuto gli amici degli ex volontari con cui, posso sinceramente dirlo, siamo un famiglia. La città offre molto, ha mezzo milione di abitanti, un aeroporto ed è universitaria, piena di stranieri in Erasmus. La vita notturna è bella attiva specie nel weekend e la città è tutto sommato carina (dalle foto di Wikipedia mi aspettavo di più). Le attività sono andate sempre più ad aumentare: abbiamo organizzato serate coi nostri studenti, fatto workshop nelle scuole per promuovere lo SVE, organizzato una Letter Maraton di Amnesty international che coincideva con un training Erasmus + ospitato ed organizzato da noi. Non abbiamo mai lavorato oltre il dovuto, anzi Urszula ci ha sempre detto di staccare nel weekend, però a Dicembre volevamo ucciderci. Troppe cose contemporaneamente che sono poi terminate con il Training; un’esperienza veramente fantastica. Ho conosciuto gente interessante e simpatica anche molto più grande di me da Ungheria, Turchia, e Lettonia. Con i parteceipanti lettoni siamo rimasti cosi in buoni rapporti che sono andato a trovarli a Riga durante le vacanze natalizie.

Eh già, perché ovviamente ho viaggiato. Ho girato un po’ la Polonia: un Paese con città spettacolari (Wrocław, Cracovia, Danzica) ed altre solo industriali (Katowice, Łódź; non ci sono stato ma tutti ne parlano malissimo), un Paese col mare GELIDO ed una campagna a tratti triste a tratti incredibile. L’impresa più assurda è stato fare autostop con Mikel da Poznan a Danzica, passare Natale in ostello bevendo Tequila con un indiano, una russa, un bielorusso e due iracheni, andare in treno o in autostop nei paesini vicini per incontrare amici con letti (o letto) liberi ed incontrare gente davvero, ma davvero assurda, che comunque ci ha sempre dato una bella mano (certi dopo aver constatato che non fossimo arabi), per poi proseguire da solo verso nord (ma in bus) a Vilnius e dai miei amici a Riga per capodanno. Ed ovviamente la sete di viaggiare non si ferma.

Riguardo le mie capacità, posso dire che fin’ora sono migliorato notevolmente in spagnolo (parlando con Saray ed altri sudamericani che vivono a Poznan), in inglese, in polacco (lingua di cui apprezzo il suono e meno lo studio), sto sperimentando qualche nuova tecnica artistica, sto imparando meglio la chitarra e sto imparando qualche nuova ricetta in cucina.  Quindi, fondamentalmente, nulla che riguardi col mio progetto. Scherzo: insegnare le lingue mi sta dando l’opportunità di interessarmi a studiarne altre, sto conoscendo molto di più la cultura polacca ed est europea, e sicuramente influenzerà molto ciò che vorrò fare dopo il progetto. Ho imparato ad usare qualche programma sul pc (la mia situazione era abbastanza critica) ed ogni lunedi e mercoledì sopravvivere ad un gruppo di bambini inferociti; intendo a migliorare le mie capacità gestionali e ludiche. In più organizzeremo workshop di cucina in cui ognuno preparerà qualche pietanza tipica del suo posto (io li PURPIETTI) ed imparare a cucinare qualcosa di nuovo. Certo che, se non fosse per i “Pieroghi” i e qualche altro piatto come il “Gzik”, qua a cibo stanno messi piuttosto male;  tutto il contrario riguardo birra e superalcolici, ragion per cui probabilmente  tornerò alcolizzato.

Adesso dovrei essere a Toruń, città che ospita il mio Mid-Term Training che salterò causa febbre, ed è per questo che sto finalmente scrivendo questo articolo. Spero che lì in Italy tutto procede bene, so che il testo è un po’ lungo quindi vi ringrazio se lo leggerete!

Un saluto a tutti e ragazzi, fate uno SVE!