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logo link1 2Luca, Samuele e Andrea sono volontari nel progetto di breve termine Eutropia e ci raccontano come sta andando la loro avventura!

 Mi chiamo Luca Giovagnola e sono partito in Slovacchia a Cadca, una piccola città a ridosso dei monti Tatra, con un EVS short term durante i mesi estivi di Luglio e Agosto. Il mio compito è stato quello di essere leader durante i campi estivi, cioè partecipare attivamente ai giochi, prepararli, organizzarli con gli altri leader, preparare attività pomeridiane e badare che nessuno dei bambini si faccia male. Questa esperienza mi ha permesso di vivere emozioni all’aperto e stare al fianco di persone straordinarie. Mi sono svegliato per 3 settimane in luoghi completamente diversi, cambiando posto e luogo, affrontando momenti divertenti con persone stupende.

Ad accoglierci abbiamo trovato l’associazione Keric, che è un po’ il cuore multiculturale di Cadca. Qui ho incontrato persone dal Messico, dal Brasile, dalla Nigeria dalla Francia e dall’Italia. Ho potuto sfruttare il fatto di parlare italiano, inglese e francese, e conoscere persone nuove. La disponibilità dell’associazione è stata fantastica e mi sono subito sentito come a casa, senza che mi venisse fatto mancare niente e anzi, spesso sono stato sorpreso delle cose in più che ci venivano fornite, come un viaggio all’acquapark di Tatralandia.
In questi mesi ho potuto assaporare la vita all’aperto facendo attività fisica, lontano dalla frenesia del lavoro e del tran tran quotidiano. È stata un’esperienza che mi ha dato modo di riflettere sulla mia vita, che mi ha permesso di essere più presente rispetto a ciò che accadeva intorno a me oggi giorno ai camp e in Italia, nonostante i chilometri di distanza.
Sono molto grata all’associazione Link che mi ha dato l’opportunità di fare questa avventura e all’associazione che mi ha accolto in Slovacchia e costantemente aiutato.

luca keric

Samuele Capanna invece ci racconta questo:

Scrivo quando mancano orami pochi giorni alla conclusione della mia avventura in Polonia, quando, dunque, sembra opportuno iniziare a rielaborare interiormente le emozioni , tendando una pur sommaria valutazione di quanto vissuto. Al momento della partenza, il 2 luglio 2018, non sapevo molto del paese in cui avrei abitato: già l'arrivo nella stazione locale ha rivelato un mondo a me non conosciutoi e , proprio per tale ragione, estremamente affascinante. Długopole Górne è un paesino collinare in cui ancora si nrespira una cultura peculiarmente agraria, dove contadini e pastori convivono con una modernità tuttora in costruzione. Poter quotidianamente vedere animali quali mucche o pecore ha un impatto che non passa facilmente inosservato tra noi giovani comodamente immersi nin una realtà sempre più virtuale. Questo, tuttavia, non implica che non si possano trovare tutti i comfort necessari a cui siamo gelosamente abituati:il luogo in cui efettivamente ho svolto il mio progetto, Bystrzyca Kłodzka, conta un discreto numero di abitanti ed offre anche diversi spunti d'interesse culturale. Nel mio caso specifico, l'attività principale è stata svolta presso un edificio noto col nome di common room, un centro ricreativo in cui giovani dalle disparate età si ritrovano nel tempo libero, condividendo alcuni dei momenti decisivi della rispettiva crescita. Non essendo ancora, spesso, adolescenti, la maggior parte di loro non parla inglese se non per alcune espressioni fondamentali, motivo per cui, inizialmente, si percepiva una certa difficoltà relazionale, superata, comunque, da subito anche grazie all'empatia stabilitasi. In un primo momento, ho lavorato in coppia con un ragazzo francese, mentre, in seguito, sono stato affiancato da un mio connazionale con cui abbiamo tentato di trasmettere alcune conoscenze della nostra cultura. Due episodi, su tutti, sono stati decisamente gratificanti Il primo durante la creazione di un gioco da tavola tutto incentrato sull'universo italiano, dove si alternavano domande del tipo "indovina la città" ad altre sulla corretta pronuncia di alcune note parole (es. 'gelato o golato'), cercando, in tal modo, di "miscere tuile dulci", mi verrebbe da scrivere, citando il poeta Orazio, nel tantativo, quindi, di potenziare le conoscenze dei ragazzi, non dimenticando il lato ludico. Il secondo, invece, concerne un aspetto più pratico:sotto la sapiente guida culinaria del mio compagno abbiamo organizzato una sorta di laboratorio in cui tutti si sono esercitati nel cucinare la pizza, piatto tipico della nostra tradizione:ovviamente, a fatica finita, ci siamo goduti una buona pizza fatta in casa! MA il mio progetto non si limita a questo. Talvolta, mi è stato assegnato il compito da parte dell'associazione di accoglienza Link, di trovare articoli che possano dimostrarsi utili per il loro sito: impegno che mi ha avvicinato con un att'anzione mirata ad alcuni argomenti di grande importanza, approffondendone le implicazioni sul piano sociale. Mi sono dovuto documentare, ad esempio, sull'attuale applicazione del Metodo Montessori o sul progetto sviluppato dal WWF per la lotta contro la possibile estinzione delle tigri. In generale, la convivenza con gli altri volontari si è rivelata preziosa per allargare i miei orizzonti, aiutando a rendermi conto che il mio punto di vista non ha mai valenza universale, ma va sempre calato in un contesto preciso. PErsino nel mangiare, sosteneva LEvi-Strauss, esiste una precisa educazione culturale che condiziona il nostro gusto: ecco perchè è importante non porsi troppi pregiudizi, accettando l'alterità, ed anzi cercando di apprendere da questa il massimo. Non acaso, abbiamo voluto esercitarci nella mcucina locale, non soltanto mangiando i piatti tipici, ma anche tentando (con risultato inaspettatamente felice) di preparare noi stessi i Pierogi, piatto culto della tavola polacca. EVS è , davvero, un mondo vorticoso in cui non si smette mai di conoscere e vivere esperienze non comuni. Durante questi due mesi, abbiamo avuto la possibilità di viaggiare molto, incontrando persone straordinarie (da professori universitari di PRaga a baristi dall'umanità gigante ...) che difficilmente dimenticheremo. Ringrazio, allora, l'associazione Link che mi ha permesso di intraprendere questo splendido percorso e tutti i membri di EFM, che mi hanno accolto fornendomi tutti gli strumenti necessari. E se il vostro EVS non sarà "l'Isola dove tutto si chiarisce" - la citazione viene da Szymborska, poetessa polacca Premio Nobel - siate sicuri che ne uscirete umanamente arricchiti e forse anche un po' più felici.

samuele efm

 

 

Andrea Sollai ci ha scritto questa testimonianza:

Mi chiamo Andrea Sollai, sono Italiano e provengo da Cassino, cittadina del Lazio Meridionale, più o meno a metá strada tra Roma e Napoli. Ho quasi terminato i miei due mesi di volontariato qui in Polonia, a Bystrzyca Kłodka, una cittadina della Bassa Slesia, non molto distante dal capoluogo regionale, Wrocław (che noi chiamiamo Breslavia). Grazie all’Associazione Link, che ha accettato la nostra candidatura alla fine di giugno 2018, e ha organizzato il viaggio, provvedendo anche ai biglietti dell’aereo, il 2 luglio sono partito assieme ad altri due volontari italiani alla volta della Polonia occidentale. All’arrivo, dopo un breve viaggio in treno, siamo stati accolti dall’associazione locale, la EFM (Europejskie Forum Młodzieży), presso una struttura situata nel comune di Międzylesie, precisamente nella localitá di Długopole Górne, nell’aperta campagna del distretto di Kłodzko. La struttura, ricavata da una ex-scuola elementare, é di grandi dimensioni, con molte stanze arredate per i volontari, diversi bagni e una cucina in comune con attrezzature adeguate, oltrea ad un’area relax, il wifi gratuito e un ampio prato con strutture sportive di cui abbiamo usufruito per svolgere attivitá sportive o semplicemente per rilassarci all’aperto. Il gruppo giá presente nella struttura era abbastanza vasto, una decina di persone di ambo i sessi e di diversa etá (tra i 19 e i 29) proveniente da diversi Paesi come Italia, Georgia, Regno Unito, Francia, Bulgaria, Malta, ed é stata per me un’esperienza formativa preziosa condividere tempo e spazio con loro, in quanto ho imparato moltissimo riguardo i loro Paesi, le loro lingue, le loro visioni di vita e abitudini. Inoltre, la convivenza, con le sue regole e la sua routine, mi ha permesso di imparare cosa significa avere a che fare con le responsabilitá di vivere insieme ad altre persone, e quindi come gestire i propri spazi personali e gli spazi comuni, abituandosi ad avere a che fare con persone e personalitá diversissime, evitando il più possibile conflitti e incomprensioni. Il nostro “quartier generale” era situato invece a Bystrzyca Kłodka, nel centro storico della cittadina, che ha un nucleo medievale molto ben conservato e suggestivo, cinto da mura anch’esse ben preservate. Qui abbiamo conosciuto le nostre due mentori, due ragazze portoghesi, Ana e Chris, che si sono rivelate molto affabili e preziose nello spiegarci lo scopo di questa nostra avventura e le regole e i compiti dell’associazione, compreso il lato economico (i fogli da compilare con gli scontrini locali che attestano i soldi effettivamente spesi per il cibo, i “paragon”, e per ottenere il rimborso dei viaggi coi mezzi pubblici dalla struttura di residenza all’ufficio). Il mio progetto si é svolto nell’ufficio dell’associazione: le mentori mi hanno affidato l’incarico del “media dissemination”, ovvero della ricerca di contenuti testuali e multimediali riguardanti gli adolescenti e in generale il mondo giovanile, con lo scopo di scrivere articoli e post divulgativi e motivazionali rivolti a loro, che sono stati poi pubblicati nella pagina di Facebook dell’EFM. Il compito assegnatomi si é rivelato altamente soddisfacente per il sottoscritto in quanto era in linea con gli studi intrapresi (sono laureato da pochi mesi in Lettere), permettendomi di avere a che fare con la ricerca di contenuti di vario tipo nel web e con la scrittura giornalistica, ovviamente in lingua inglese. Proprio per questo, ho migliorato molto la mia competenza in questa lingua, sia nella modalit scritta che quella orale, essendo l’inglese la lingua veicolare all’interno dell’associazione e con gli altri volontari, nonché con tutte le persone con cui ho avuto a che fare all’esterno.

Nel corso del volontariato, nei fine settimana, ho avuto anche modo, assieme ad altri volontari, di visitare come turista diverse cittá polacche, come Wrocław, Kłodkzo, Praga, Varsavia e Cracovia, esperienze meravigliose e ricordi preziosi che porterò dentro di me per tutta la mia vita. Sono stati quindi due mesi molto intensi e molto soddisfacenti, in cui ho imparato tantissimo e in cui mi sono messo veramente alla prova in tantissime situazioni, un’esperienza formativa completa che sicuramente avra notevoli proseliti nel corso della mia vita. Di tutto questo sono grato all’Associazione Link e all’EFM che mi hanno dato l’ opportunitá di vivere questa grande avventura in terra polacca!

andrea efm