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maria_grenzenlos

Maria ha partecipato allo Short Term EVS a Grenzenlos ed è tornata così entusiasta, da sentirsi profondamente cambiata. Ecco il suo racconto.

Quando Lucia mi ha chiesto di scrivere qualcosa sulla mia esperienza di volontariato europeo a Vienna, ne sono stata felice. Ma ora non saprei come cominciare perché sono davvero troppe le cose da dire. Comincio, quindi, nel modo più semplice, con la risposta che ho dato a tutti quelli che mi hanno chiesto: "beh, come é andata?": l'esperienza più bella della mia vita! Ovviamente, trattandosi di volontariato, occorre solo volontà e convinzione per poter partire da soli all'estero. Sinceramente, io avrei accettato ogni tipo di progetto, in qualunque Paese, ma il caso (o non proprio) ha voluto che partissi per Vienna e per me é stata solo una gran fortuna!

Il mio progetto é durato 20 giorni (27 luglio-16 agosto) ed era un progetto di integrazione culturale tra giovani provenienti da diversi contesti culturali, sociali e geografici. Consisteva in attività teatrali che abbiamo svolto dal lunedì al venerdì per diverse ore al giorno (solo una volta a settimana facevamo giardinaggio ad Augarten).

Non si trattava di imparare copioni a memoria, era anzi un teatro alternativo. Consisteva in "giochi" e attività che miravano alla percezione di sensazioni trasmesse al proprio corpo dal contatto con gli altri, da musica rilassante, dal silenzio. Erano attività che miravano a farti credere in te stesso e a riporre fiducia negli altri, a sentire il proprio corpo e a riconoscere le emozioni.

Tutto questo era coordinato da leader preparati e motivati, da persone splendide e di cuore. Trenta persone da sedici differenti nazioni che hanno condiviso la stessa casa per venti giorni 24h su 24. Mai un problema, solo tanta amicizia, che sembrava consolidata da anni.

Ho imparato intere frasi in spagnolo, qualche parola in serbo, russo, coreano, cinese, francese tedesco, persino in greco e turco e ovviamente ho migliorato tantissimo l'inglese. Ho assaggiato il vino armeno, i biscotti russi e quelli serbi, la vera sangria,

Il cous cous, lo strudel austriaco, la sacher e lo schnitzel e cibi da ogni dove, ho usato le bacchette cinesi e tutti loro hanno assaggiato bruschette e Padre Peppe. Con questa esperienza capisci davvero che cosa significa condividere, scambiare, provare, incontrare, confrontarsi, conoscere finalmente gente che può insegnarti qualcosa, gente motivata, che fa davvero quello che desidera nella vita, che non si muove solo per inerzia, insomma.

Ho imparato a conoscere le persone per quello che sono, ad archiviare pregiudizi e stereotipi, ho imparato che le novità saranno sempre meglio delle abitudini, che un sorriso é sempre meglio di una brutta cera sul viso, che lo spirito di adattamento non può che avere conseguenze positive, che la diversità é magnifica.

Ora ho amici sparsi per mezzo mondo e conosco le loro storie, le loro vite e anche realtà sociali diverse dalla nostra. A loro ho anche insegnato tutti i gesti tipicamente italiani diventando sin da subito "little Maria from Italy". Il fatto che persone che fino ad un mese prima non sapessero l'uno dell'esistenza dell'altro e che alla fine del workcamp abbiano pianto come bambini, mi lascia tuttora serenamente sorpresa.

É un'esperienza che ti cambia sicuramente, ti fa crescere, ti rende più forte e determinato e soprattutto ti fa comprendere tante, tantissime cose, magari rende il tuo futuro anche meno oscuro perché capisci ciò che vuoi veramente. Personalmente, posso dire di essere cambiata in positivo ovviamente e che non sarà la mia ultima esperienza di volontariato. Concludo consigliando davvero a tutti questa esperienza e ringraziando di cuore Lucia Creanza e Birgit Atzl per avermi seguita e incoraggiata e per avermi dato la possibilità di vivere l'esperienza più bella della mia vita.