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Durante la mostra "Radici in movimento", visitata da numerosi cittadini, abbiamo organizzato un incontro tra i membri della nostra associazione e alcuni giovani della nostra città interessati al tema della memoria.

Al centro dell'esposizione documentaria e fotografica, il tema delle guerre che da sempre generano rifugiati: dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale, fino ai giorni nostri. In particolare, abbiamo riflettuto sui profughi ospitati nel Campo 65, su come questo luogo sia stato riutilizzato nel tempo e sulle persone che vi hanno accolto.

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Non ci siamo concentrati solo sulle guerre, ma anche sull'oppressione, le dittature e la fame e le difficoltà che spesso determinano questi veri e propri esodi di massa. La riflessione si è estesa anche agli anni '80 e '90 nella nostra città, quando nuovi migranti arrivarono dopo la caduta del Muro di Berlino, lasciando i loro paesi a causa delle difficoltà nell'ex blocco sovietico e in Albania.

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L'obiettivo dell'incontro era quello di collegare la mostra con quanto conosciuto attraverso il progetto Refore, individuando analogie tra le sfide affrontate dal nostro paese e quelle vissute da altri paesi. Questo ci ha aiutato a riflettere su come queste esperienze condivise contribuiscano alla costruzione di una memoria collettiva europea.

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Le mostre “Radici in movimento” e “Archeologia a Campo 65”, ospitate ad Altamura rispettivamente presso l’Ex Conservatorio Santa Croce e Palazzo Baldassarre, raccontano un secolo di incontri tra popoli, culture e destini segnati da guerre, privazioni e spostamenti forzati. Un viaggio tra memoria e testimonianza che invita il pubblico a conoscere e comprendere storie spesso dimenticate, ma ancora estremamente attuali.

La mostra “Radici in movimento: Profughi, rifugiati e migranti nel loro incontro con Altamura”, a cura di Campo 65 APS e della fotografa Francesca Zaccaria, propone un percorso che intreccia ricerca storica e narrazione fotografica, offrendo uno sguardo intenso e umano sulle vicende di chi ha trovato nella città di Altamura un luogo di passaggio, di accoglienza o di nuova vita.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di approfondimento culturale e di confronto civile, capace di valorizzare la memoria collettiva e di stimolare una riflessione sul presente. La partecipazione della comunità è fondamentale per mantenere viva la memoria di queste storie e per rafforzare il dialogo tra culture.

L’ingresso è libero e aperto a tutti. La presenza del pubblico contribuirà a rendere questo momento di condivisione ancora più significativo.

La mostra Radici in movimento, visitabile tutti i giorni dalle ore 18:00 alle 21:00, inaugurata giovedì 19 febbraio alle ore 19:00 resterà aperta fino al 15 marzo 2026.
Ingresso libero.
Archeologia a campo 65, invece, sarà visitabile dal 20 febbraio al 29 marzo 2026, dal martedì alla domenica (10:00–13:00 / 15:00–18:00). Lunedì chiuso.


Altamura racconta l’emigrazione, due mostre allestite dall’associazione Campo 65

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