
ECO: Ecologic Community Orchestra è stato molto più di un progetto musicale. È stato un percorso collettivo che ha unito giovani musicisti, attivisti ambientali e cittadini di Altamura attorno a un’idea semplice.
Un'idea semplice ma potente: trasformare i rifiuti in strumenti musicali e la musica in uno strumento di partecipazione, inclusione e cittadinanza attiva. Il progetto è nato dall’iniziativa di un gruppo di giovani tra i 16 e i 25 anni, con il desiderio di rispondere a una ferita aperta del territorio della Murgia barese: l’abbandono dei rifiuti nelle aree verdi che circondano la città. Pneumatici, plastica, metallo ed elettrodomestici dismessi sono diventati il punto di partenza per immaginare qualcosa di nuovo, creativo e condiviso.
Dal recupero dei rifiuti alla costruzione dell’orchestra
Nel corso dei mesi, ECO ha alternato momenti di sensibilizzazione ambientale, azioni di pulizia delle aree verdi e laboratori di autocostruzione di strumenti musicali realizzati con materiali di scarto. La musica è stata il linguaggio comune attraverso cui attivare processi di apprendimento non formale, scambio tra pari e inclusione sociale.
Un elemento centrale del progetto è stata la collaborazione con Auxilium, che ha permesso il coinvolgimento di giovani con fragilità cognitive e bisogni di supporto specifici. Attraverso un approccio attento, non giudicante e cooperativo, questi partecipanti hanno potuto vivere la musica come spazio di espressione, relazione e benessere, contribuendo attivamente alla vita dell’orchestra e arricchendo l’intero gruppo umano e artistico.
Fondamentale è stato il lavoro laboratoriale, guidato dal percussionista Michele Ciccimarra, che ha accompagnato i giovani nella trasformazione dei materiali recuperati in strumenti musicali funzionanti, sperimentando suoni, ritmi e possibilità espressive inattese. Parallelamente, i laboratori di musica cooperativa hanno rafforzato il gruppo, promuovendo un clima di ascolto reciproco e partecipazione orizzontale.
Le performance: il progetto prende voce
Il percorso ha trovato la sua restituzione pubblica in due momenti performativi significativi.
La prima performance, realizzata nel mese di giugno, ha rappresentato il debutto ufficiale dell’orchestra: un’esibizione che ha restituito alla comunità il senso di un lavoro collettivo fatto di cura del territorio, sperimentazione artistica e inclusione.
Nel mese di novembre, ECO è tornata a esibirsi in una seconda performance, questa volta in collaborazione con il collettivo Taricicla. L’incontro tra le due realtà ha dato vita a un’esperienza ancora più corale e simbolica, capace di intrecciare musica, sostenibilità e immaginari urbani, rafforzando il messaggio del progetto e ampliandone l’impatto sul territorio.
In entrambi i casi, la musica è diventata un atto poetico e politico insieme: un modo per raccontare che il cambiamento è possibile, a partire da ciò che viene scartato.
Cosa ci portiamo a casa
ECO ci lascia in eredità molto più di un’orchestra.
Ci portiamo a casa nuove competenze tecniche e artistiche, ma soprattutto relazionali, emotive e sociali. Ci portiamo a casa un modello di partecipazione giovanile “dal basso” che dimostra come creatività, educazione ambientale e inclusione possano convivere e rafforzarsi a vicenda.
Il progetto ha confermato che la musica può essere uno strumento potente di attivazione comunitaria, capace di abbattere barriere, valorizzare le differenze e generare legami autentici. ECO è stato un processo collettivo, aperto e trasformativo, che continua a risuonare ben oltre l’ultima nota suonata.
Un progetto a cura dell’Associazione Link APS
Coordinamento del progetto: Marco Lorusso, Anna Acquaviva
Tutor: Michele Ciccimarra
