Un’esperienza di scambio interculturale in Germania per scoprire tradizioni, superare le barriere linguistiche e valorizzare le differenze attraverso la partecipazione e la creatività.
A Vlotho, grazie all'associazione Gesamteuropäisches Studienwerk e.V. l’integrazione nasce dal confronto tra culture.
Il progetto Integraction ha riunito giovani provenienti da diversi Paesie europei, creando uno spazio di incontro e confronto tra culture. Attraverso attività collaborative, laboratori creativi e momenti di condivisione, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di esplorare usanze, tradizioni e lingue diverse, riflettendo sul significato dell’integrazione e sul valore della diversità. Il gruppo italiano ha contribuito attivamente al progetto, ideando e realizzando attività dedicate allo scambio interculturale.
L’attività proposta e preparata dal gruppo italiano aveva come obiettivo principale quello di analizzare in gruppi misti le differenze presenti, a livello culturale e non, in diverse categorie, quali il cibo, i costumi e la lingua. Ciò con l’ambizione di costruire un ponte comune tra gli stessi, che tenesse però in considerazione la preservazione e protezione delle differenze sorte durante la fase di brainstorming.
Uno di questi gruppi si è concentrato sull’esplorazione delle tradizioni e delle usanze dei Paesi coinvolti: Italia, Germania, Polonia, Romania e Lettonia.
L’attività si è concentrata sulle celebrazioni natalizie, sui festeggiamenti di Capodanno, sui matrimoni, sui saluti e sulle abitudini legate all’ospitalità.
Per esempio, le tradizioni emerse parlavano di: lenticchie come simbolo di fortuna nel Capodanno italiano, la Wigilia polacca, i mercatini di Natale tedeschi e i canti natalizi rumeni eseguiti porta a porta.
Dal confronto, si è passati successivamente alla creazione di un quiz interattivo su Kahoot, che ha arricchito tale momento di scoperta culturale con dinamicità e partecipazione collettiva. Un altro gruppo si è concentrato sulla lingua come possibile barriera all’integrazione, realizzando un video dedicato a situazioni della vita quotidiana. Il confronto tra espressioni semplici e modalità di saluto ha mostrato come gesti apparentemente universali possano assumere significati differenti a seconda del contesto culturale.
In Italia, per esempio, è comune salutarsi con due baci sulla guancia, mentre in Lettonia questa consuetudine è meno diffusa. L’attività ha portato a riflettere su un aspetto fondamentale: integrarsi non significa necessariamente trovare sempre punti in comune, ma imparare a riconoscere, rispettare e accettare le differenze. Il tema del linguaggio è stato approfondito da un altro gruppo anche attraverso una proposta originale, la creazione di una nuova lingua, chiamata «LAPOGERIT», dalle iniziali di Lettonia, Polonia, Germania, Romania e Italia.
Ispirandosi all’esperienza dell’esperanto, il gruppo ha immaginato uno strumento di comunicazione condiviso, capace di ridurre le barriere linguistiche e favorire la partecipazione di tutti. L’obiettivo non era scegliere una lingua già esistente come riferimento comune, ma coinvolgere attivamente ogni partecipante nella costruzione di un codice condiviso, valorizzando le caratteristiche e le peculiarità delle diverse lingue.
Come sappiamo, da sempre la cucina rappresenta un terreno di incontro. Lo hanno confermato i due gruppi che si sono concentrati sulla tematica, riuscendo a collegare tradizione e divertimento. Con l’attività «Menu inteRESTAURANT», i partecipanti hanno trasformato uno spazio in un piccolo ristorante internazionale, nel quale i gruppi dovevano ricostruire i nomi di piatti tradizionali a partire da lettere mescolate e indizi sugli ingredienti, associandoli al Paese di provenienza. Tra le specialità proposte figuravano bruschette, pelmeni, pierogi, maultaschen, colțunași e kotlet schabowy. Parallelamente, l’altro gruppo firmato da giovani italiani, indiani, polacchi e tedeschi si è concentrato sulla condivisione attenta delle rispettive tradizioni culinarie. Dopo aver raccontato ricette e usanze, ciascuno ha disegnato piatti tipici del proprio Paese; tutti i disegni sono stati poi riuniti in una grande tavola simbolica, dando vita a una rappresentazione collettiva delle diverse identità gastronomiche.
Il programma ha lasciato spazio anche alla creatività audiovisiva, attraverso il quale un gruppo ha sperimentato sulla tematica dei costumi, con la realizzazione di brevi video e Reel. L’ideazione, la progettazione e le riprese, fatte interamente dal gruppo, hanno favorito la collaborazione, la conoscenza reciproca e la libera espressione delle idee. L’esperienza di Integraction ha così dimostrato che l’integrazione non richiede di annullare le differenze, ma di creare le condizioni affinché queste possano incontrarsi, arricchirsi reciprocamente e, non obbligatoriamente, mescolarsi.
Attraverso questa attività, il confronto tra tradizioni, lingue e abitudini si è trasformato in un’occasione concreta per comprendere meglio gli altri e sé stessi, costruendo legami oltre i confini culturali.
Articolo scritto dai partecipanti di IntegrAction: Arcangelo Vicenti, Giuseppe Pucci, Isabella Mariniello, Lamin Modou, Luigia Farella, Salvatore Cicala, Giulia Carlucci, Davide Pagano.
